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Libertas Casilina: contro il Borgo Podgora è una finale

Tredici partite senza vincere in un girone di ritorno pieno di problemi. Ma la Libertas Casilina è tornata alla vittoria proprio nel momento giusto, vale a dire nel delicato match interno di domenica scorsa contro un lanciato Dilettanti Falasche, ancora in corsa per un quarto posto che potrebbe valere i play off. Il 3-0 finale firmato da Iacobelli, Mattia e Tafuri ha consegnato ai ragazzi di mister Casarola un successo di platino che ha nuovamente tirato fuori i capitolini dalla zona play out, dopo un campionato comunque condotto lontano dalle acque pericolose di classifica.

«Abbiamo giocato una buona partita – racconta l’esterno offensivo classe 1997 Christian Orsini – anche nel primo tempo quando abbiamo chiuso il parziale sullo 0-0. Nella ripresa l’abbiamo sbloccata ed è arrivata una vittoria importante visto che da tanto non riuscivamo a conquistare i tre punti». Orsini non nasconde che il momento di campionato della Libertas Casilina sia molto delicato. «Indubbiamente c’è tensione, sappiamo che ci stiamo giocando tanto: ma siamo fiduciosi di poter evitare i play out». Per farlo, la Libertas Casilina sarà comunque padrona del proprio destino: domenica prossima c’è la sfida esterna col Borgo Podgora che ha gli stessi punti dei capitolini (37). Un successo vorrebbe dire non dover “verificare” i risultati delle concorrenti che sono immediatamente dietro, mentre anche un pareggio potrebbe non bastare per evitare i play out. «Quello di domenica è già un play out, un primo jolly per evitare quelli “veri” – sottolinea Orsini – All’andata il Borgo Podgora fece un’ottima partita e riuscì a batterci, speriamo di poter ribaltare quel risultato e festeggiare la salvezza».

Guardando più al lato personale, quella del giovane esterno offensivo è stata comunque un’annata positiva. «Sono contento perché dopo l’anno alla Giov. Hel. (allenata dallo stesso Casarola, ndr) in cui avevo già collezionato numerose presenze, anche in questo campionato ho avuto un buono spazio. Ma ora – conclude Orsini – ciò che conta è l’obiettivo di squadra».